mercoledì 5 marzo 2008

La Cina aumenta del 17,6% le spese militari

Il Sole 24 Ore riporta la notizia dell'aumento delle spese militari della Repubblica Popolare Cinese. Una minaccia verso l'Occidente?

1 commento:

Recinto Internazionale ha detto...

Il Sole 24 Ore di oggi, a firma di Luca Vinciguerra, riporta una interessante notizia: la Cina avrebbe incrementato il proprio budget per le spese militari del 17,6% rispetto all'anno precedente. Il nuovo budget verrà approvato a giorni dall'Assemblea Nazionale del Popolo. Così Pechino, oltre ad aumentare il proprio livello di industrializzazione per arrivare a compiere, tardivamente, quello che Mao aveva chiamato "il grande balzo in avanti" e portarlo così al pari delle grandi potenze economiche occidentali, si concentra anche, di pari intensità, a rafforzare il proprio dispositivo difensivo. Alcuni osservatori ritengono che l'incremento delle spese militari dovrebbe essere inteso realmente in termini difensivi anche se non si capisce bene chi sia in grado, oggi, di minacciare la Cina. Sicuramente lo Stato più popoloso del mondo non intende rimanere indietro nella competizione "glocale", giocando un ruolo di primo piano sia verso le potenze continentali come il Giappone e l'India, che quelle mondiali, Stati Uniti in testa ma anche la nuova Russia di Putin. Poi si osserva anche che la questione di Taiwan, mai risolta dal lontano 1949, rimane ancora nell'agenda di Pechino. Ma un rafforzamento così imponente del dispositivo militare difficilmente può essere attribuito alla sola idea di indurre Taiwan a cedere. Naturalmente una crisi con quella che Pechino ritiene ancora una provincia ribelle potrebbe innescare un conflitto di più vasta portata i cui contorni sarebbero assai difficili da tracciare. Ma pare più sensata l'ipotesi che la Cina si stia solo preparando, in tempo, a recitare un ruolo di primo piano nella competizione globale, con il più antico dei suoi rivali, gli Stati Uniti. Questi ultimi, dal canto loro, non hanno mai abbandonato l'idea di controllare in qualche modo il proprio dirimpettaio sull'altra sponda del Pacifico. E' un vecchio pallino della politica estera americana quello di guardare ad occidente, specie adesso che ad oriente, ovvero nella vecchia Europa, le minacce alla sovranità di sua maestà, il Capitalismo, sono da tempo cessate. Sarà interessante osservare quale sarà il comportamento della nuova amministrazione americana, specie se nello Studio Ovale dovesse accomodarsi Barak Obama. Forse non cambierà nulla. La Cina continuerà a riarmare per avere il ruolo di superpotenza che le consentirà di orientare, verso le proprie esigenze, le politiche economiche internazionali. Gli Stati Uniti continueranno ad osservare e lavorare sulle istituzioni internazionali la crescita del gigante cinese. In attesa che l'Europa, questa bella addormentata, batta un colpo.
FDL