lunedì 9 febbraio 2009

Le nuove relazioni transatlantiche dell'Amministrazione USA

Nella conferenza di Monaco il vicepresidente USA Joseph Biden, rilancia il plurilateralismo e sancisce la nuova dottrina di Obama: "L'America ha bisogno del mondo nello stesso modo in cui il mondo ha bisogno dell'America". A cura di Francesco Della Lunga

1 commento:

Francesco ha detto...

L'America inizia decisamente la propria politica estera in nome del multilateralismo. Alla conferenza di Monaco, lo scorso sabato 7 febbraio, il vice presidente americano, Joseph Biden, ha dichiarato che la nuova dottrina internazionale di Obama si baserà, come molti auspicavano, sul multilateralismo. Gli USA, almeno nei prossimi quattro anni, cercheranno una sponda in Europa almeno per quanto riguarda tutte le questioni strategiche, compreso la lotta al terrorismo che però andrà avanti. Ma intanto Biden tende la mano alla Russia, che recentemente aveva iniziato a dispiegare un proprio dispositivo di difesa nell'enclave russa di Kaliningrad, sul mar Baltico, in risposta ai missili anti missili che dovevano essere posizionati sul territorio polacco. Pare dunque che la nuova amministrazione americana non sia più intenzionata a dividere gli alleati europei fra i "volenterosi" e non (ricorderete forse la vecchia divisione fatta da Bush all'indomani della decisione di intervenire in Iraq in cui i partner europei si spaccarono e per la quale le tensioni fra la Germania e la Francia, che bocciarono l'intervento, si acuirono fortemente) ma che si segua la strada di un intervento concertato con i partner europei, nel quadro NATO, affrontando i difficili rapporti con la Russia in uno spirito collaborativo. La mano tesa di Biden si è poi rivolta verso Teheran, con la speranza che il regime di Ahmadinejad possa intraprendere la strada della distensione. Tuttavia, a scanso di equivoci e per non far apparire l'amministrazione americana troppo debole, Biden ha confermato che gli USA non potranno abbandonare la difesa dei propri interessi ricordando che "Non vi è alcun conflitto tra la nostra sicurezza ed i nostri ideali. La forza delle armi ha permesso la nostra indipendenza, e durante tutta la nostra storia, la forza delle armi ha protetto la nostra libertà. Questo non cambierà".
L'impressione che si trae da questo scambio di battute è che il mondo possa davvero avviarsi verso quattro anni di distensione. Questo è almeno l'auspicio che tutti si fanno. Le mosse di Obama, almeno in politica estera, nonostante i problemi che sta incontrando nelle questioni interne, sembrano promettere bene.
FDL