lunedì 8 settembre 2008

Notizie dal mondo: la pubblicazione del Mein Kampf

Giorgio Galli:”E’ […] un libro dell’orrore, un compendio di farneticazioni. Si può continuare a ritenerlo tale, ma solo dopo averlo letto […]”
a cura di Roberto Di Ferdinando

1 commento:

Roberto ha detto...

Recentemente alcuni esponenti della comunità ebraica tedesca si sono dichiarati non contrari alla pubblicazione in Germania del Mein Kampf di Adolf Hitler. Come infatti ricorda Augusto Zuliani su Il Domenicale di sabato 30 agosto 2008, in Germania ed in Austria la pubblicazione del “libro maledetto” è vietata dal 1945, eppure altrove viene pubblicato e diffuso liberamente. In Italia, ricorda sempre Zuliani, la prima edizione del Mein Kampf fu del 1934, pubblicata da Bompiani, e ne seguirono poi undici edizioni fino al 1941. Sempre in Italia, poi, nel dopoguerra la traduzione del testo non fu vietata ma circolò in traduzioni clandestine fino al 2006 quando la Kaos Edizioni ne pubblicò una versione a cura di Giorgio Galli:”E’ […] un libro dell’orrore, un compendio di farneticazioni. Si può continuare a ritenerlo tale, ma solo dopo averlo letto […]”. Il Mein Kampf fu opera a più mani, a cui parteciparono non solo Hiler, dopo il fallito putch di Monaco, ma anche Rudolf Hess e il primo editore, Max Amman, che sintetizzò in Mein Kampf, il lungo e prolisso titolo originario indicato da Hitler “Quattro anni e mezzo di lotta contro la menzogna, stupidità e codardia”. In Gran Bretagna la prima edizione del Mein Kampf (My Struggle) fu, ridotta, del 1931, alcuni passi uscirono anche nel 1933 ospitati dal The Times, e tra il 1933 e il 1938 furono comunque vendute circa 100.000 copie. Una edizione più completa di My Struggle uscì nel 1939, edita da Hurst & Blackett, i cui stabilimenti non furono risparmiati dai bombardamenti tedeschi del 1942. Oggi, riporta Zuliani, in Gran Bretagna sono vendute ogni anno circa 3.000 copie. Negli USA invece a metà degli anni trenta fu pubblicata, oltre all’edizione inglese di My Struggle, anche una versione ridotta ed annotata, dal titolo My Battle che vendette oltre 500.000 copie e che vide Hitler citare in giudizio la casa editrice americana rea di non avergli pagato i diritti di autore. La Corte del Connecticut diede ragione ad Hitler bloccando la pubblicazione.
Nel resto del mondo Zuliani evidenzia le curiosità dei paesi ex comunisti, ad esempio in Macedonia dal 2005 il Mein Kampf è liberamente distribuito, in Bulgaria dal 2001, in Croazia dal 1999 e dal 2002 esiste qui anche un’edizione in lingua tedesca. Nella Repubblica Ceca è edita dal 1993 mentre dal 2000 circola un’edizione più completa che, nonostante le richieste della Germania per un suo ritiro, ha già venduto oltre 10.000 copie; infine in Russia dal 1993 esistono tre edizioni, scaricabili anche dal web.
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