mercoledì 27 marzo 2013

Le troppe attenzioni su Cipro


(fonte: Corriere della Sera), testo di Roberto Di Ferdinando

In queste settimana è toccato a Cipro essere al centro delle cronache finanziarie dell’Unione Europea. Ma è solo questione di bilanci? Non sembra, infatti, contemporaneamente allo scoppio della crisi economica, intorno a Cipro si sono attivati non solo i revisori dei conti comunitari, ma anche le marine militari di molti paesi. Perché Cipro, grazie al suo particolare regime finanziario, non è solo un “paradiso fiscale” (presenti ingenti capitali russi, inglesi, tedeschi e olandesi), ma anche un’isola che siede su un vero e proprio tesoro naturale: il “campo di Afrodite”, cioè un gigantesco giacimento di gas (200 miliardi di metri cubi, per un valore di 61 miliardi di euro) che può soddisfare il 40% della domanda dell’UE. E Cipro, in grossa difficoltà finanziaria, sta pensando di mettere sul tavolo dei negoziati con Bruxelles, le concessioni di questa enorme risorsa naturale. Ed ecco così l’arrivo dei russi. Infatti, a largo delle coste cipriote da alcuni giorni operano alcune navi della flotta russa del Mar Nero, ma anche la Cina si è mossa, ma senza armi, mentre la Turchia, ha fatto pressioni su Nicosia perché i vantaggi dello sfruttamento vadano anche alla minoranza turca di Cipro. Non manca alla festa neanche Israele che vuole sfruttare il tesoro e così rendersi indipendente energeticamente. Secondo il diritto internazionale ogni paese può sfruttare le risorse naturali fino ad una distanza massima di 200 miglia, ma Cipro e Israele distano 140 miglia e quindi anche Israele può avanzare diritti su questo gas. Così, il “campo di Afrodite” più che una risorsa sembra essere un problema ulteriore per uno delle più calde aree del mondo.
RDF